Monzascacchi - c/o Target Club Viale Valassina 86, Lissone email: scacchimonza@gmail.com
 
Mauro Cereda (2N) vs Mauro Marelli (-M)

di Andrea Vinzoni
(già autore de' 'Il nuovissimo Vinzonelli')



Cari amici, penso di farvi cosa gradita inviandovi una partita da me commentata, alla quale ho avuto l'onore di assistere personalmente.

Torneo "Top Six", secondo turno
Mauro Cereda (dilettante pieno d'entusiasmo)
Mauro Marelli (Maestro di scacchi)

 

1. e4 ?!

... l'emozione di trovarsi faccia a faccia con un forte Maestro gioca brutti scherzi: qui il bianco, con questa impulsiva spinta, colloca il pedone su una casa centrale non difesa, una decisione oltremodo rischiosa.
Mosse del genere possono ben essere giocate in partite da caffè o in "blitz" su internet ma di fronte a cotanta opposizione i problemi non mancheranno.
1. d4 o la più solida
1. d3 appaiono più adeguate allo spirito della posizione.

 

1. ... c5 !!

Anatoly Karpov ha giocato spesso qui la lenta 1. ... c6, permettendo ai suoi avversari di formare il "centro ideale" con 2. d4 e risolvendosi comunque, in una fase più avanzata del gioco, a giocare c6-c5.
Non si può dunque non apprezzare la sensibile decisione del Maestro Marelli il quale, giocando questa difesa caro-kann accelerata, guadagna un prezioso tempo rispetto alla linea suddetta e nel contempo impedisce la spinta in d4 del bianco.
In tale evenienza infatti, dopo il cambio dei pedoni, il nero si ritroverebbe con un pedone in più al centro, il che gli assicurerebbe un sicuro 'plus' posizionale, come giustamente osservato dal GM Larsen.

 

2. c3

il bianco accusa il colpo e opta per una continuazione prudente che mira a rafforzare il punto d4.
è evidente che dell'alterigia che ha indotto il bianco ad iniziare spavaldamente la partita con 1. e4 non vi è più traccia.
La sottile condotta di gioco del nero ha ridotto il primo giocatore a più miti consigli e Cereda, umilmente, accompagna questa mossa con una proposta di patta, accolta benevolmente dal Marelli.
Possiamo solo rimanere ammirati dall'atteggiamento del forte Maestro che disdegna la possibilità di continuare il gioco.
Egli, diversamente dai dozzinali individui che infestano gli odierni tornei, disinteressandosi del gretto risultato agonistico è tutto
teso all'appagamento estetico derivante da una partita profondamente giocata, da vero artista della scacchiera.

Che battaglia !!!

»
Scrivi a kob