Monzascacchi - c/o Target Club Viale Valassina 86, Lissone email: scacchimonza@gmail.com
 

Non voglio neanche saperlo, chi è il mio avversario, non mi importa. Chiunque sia, è lui che deve avere paura di me. Vieni e gioca. Io sono qui.

Spero di avere il bianco, spero di avere il bianco, e spero che su e4 mi giochi c5, c'ho un trucchetto, l'ho studiato, magari non lo sa, magari funziona, e se funziona è già bell'e finita. Dai, solo e4, solo questo, e poi c5.

Mi avevano detto che era pieno di ragazze, ma dove? Poi leggi che ormai alle ragazze di oggi non interessano più i macho, i palestrati, che gli piace il tipo intellettuale, e allora? Dove sono? Te lo dico io, a vedere l'ultimo film di Schwarzenegger, o in spiaggia, con i culturisti, altro che inchieste, cosa piace alle donne oggi.

Non te la stringo la mano, mi fai impressione. Mi faresti quasi tenerezza, e compassione, se ti vedessi fuori di qui, ma qui dentro, seduto davanti a me, con la prospettiva di vederti per tutto il giorno, di sentire il tuo alito pestilenziale ogni volta che non saprai cosa muovere, qui dentro mi fai solo senso. La mano non te la dò, e appena finisce la partita me ne vado via.

Beh, insomma, adesso vediamo, non mi conosci e mi guardi con quella faccia, come dire mah, chi mi è capitato. E io non te l'ho detto chi sono, sì, ti ho detto il mio nome, ma non il mio nick, quello con cui mi conoscono tutti, quando gioco in rete, adesso vediamo.

No, non Verdini, non col nero, ma è mai possibile, vengo qui, cento persone che giocano e proprio Verdini, del mio circolo, e proprio col nero, mi batte sempre, quella variante della siciliana proprio non mi va giù, non ci capisco un cavolo. Ti gioco la spagnola allora, la russa forse, la russa è facile, dopo un po' chiedo la patta, cambio subito i pezzi.

Ah, Bianchetti, io col bianco; lui gioca la Alekhine. Me l'ha già giocata nel 1998, a Porto San Giorgio, io però ho sbagliato, 15. Dd5, errore, lo dice Fritz. Invece devo giocare 15. Dd4, l'ho visto, ho consultato anche ieri il mio database, la giocano tutti, percentuale di vittoria 46%.

Ti ho dato la mano un attimo fa, amico, non lo so chi sei o da dove vieni ma la tua mano non è sudata, è fradicia. E sembra un pezzo di carne buttato lì. Ma ce l'hai un po' di forza? E ti trema pure. Hai degli occhiali con le lenti spesse come il fondo di un bicchiere e dietro alle lenti degli occhi che sembrano quelli di una triglia. Ma ce l'hai una vita? Hai mai parlato - non dico altro, solo parlato - con una ragazza? Mai avuto un'amica? Dammi retta, ragazzo, piantala di giocare. Cercherò di farti fuori il prima possibile, a scopo terapeutico.

Mi sono seduto, ti ho salutato e tu te ne stai lì, braccia conserte, non dici una parola, non hai espressioni sulla faccia. Niente. Potrebbe cadere il soffitto e tu niente. Forse sei concentrato, forse stai pensando che culo, ho pescato un pollaccione. Forse stai dormendo, hai imparato quell'arte tipica degli impiegati dei film di Fantozzi, riesci a dormire fingendo di lavorare. O forse ancora sei come uno scenario dei film hollywoodiani, solo la facciata, dietro niente. Comincio a schiarirmi la voce, rumorosamente, tossisco, tipo lavoratore in miniera, e tu niente, neanche una smorfia. Tolgo la mano davanti alla bocca. Niente. Immobile. Mi alzo, ti giro intorno, hai anche uno spessore. Cerco di guardarti dietro la testa, per vedere se c'è un bottone d'accensione, mi avvicino troppo e tu mi tiri uno sberlone, come fossi una zanzara, poi ritorni nella posizione di prima, braccia conserte, immobile.

Tra tutti quelli che potevo incontrare - un ragazzino. Questo sa a memoria tutte le varianti del mondo, visibili e invisibili, poi, se va in vantaggio, tutti ti passano di fianco e si danno di gomito, e sotto sotto ridono - ah, perde col bambino - se invece vinci ti becchi il padre incazzato e magari anche qualcuno che passa e ti guarda come dire vergognati, fare del male a una creatura. Tutti ma non un ragazzino.

La scacchiera è più vicina a te, mi dà fastidio, saranno un paio di millimetri, ma si percepisce chiaramente. Un piccolo colpo di tosse, fingo di acconciare e l'avvicino. L'orologio, l'orologio deve essere staccato di almeno un centimetro dal bordo destro della scacchiera. Acconcio i pezzi, i cavalli devono avere il muso che guarda verso destra. Il tuo re non è precisamente in mezzo alla sua casella, è un po' più spostato verso l'esterno, ma non posso acconciare i tuoi pezzi, e mi dà fastidio, fastidio. Dò un colpetto alla scacchiera, il re ti cade, fai per raccoglierlo, ma io sono più veloce e lo sistemo. Mi fai persino un sorriso - lo ricambio - tiro un sospiro di sollievo. Il formulario, segno la quarantesima, un circoletto, per ricordarmi, non voglio avere problemi col tempo. Controllo la penna, scrive. Controllo la penna di riserva, scrive anche lei. Il formulario, non riesco mai a decidere dove metterlo, a destra, ma poi se attacco sul lato di donna mi viene scomodo; stessa cosa a sinistra, è un guaio. Lo infilo sotto alla scacchiera, la parte coi nomi sotto, la parte per le mosse fuori. È un po' troppo lungo, le ultime tre mosse sono fuori dal tavolo, mi finiscono addosso, lo spingo un po' più sotto, ma non vedo le caselle delle prime mosse, maledetto tavolo, lo sentivo che era troppo stretto. Lo piego a metà, ma poi è troppo spesso. Trovato, lo metto sotto alla scacchiera ma dalla parte sinsitra, così la colonna delle prime mosse si vede e il foglio è tutto sul tavolo. Ohhhh. Non si potrebbe spegnere l'aria condizionata? Si sa che fa male. Fammi andare a chiedere.

Non guardo, non guardo, come il calciatore che si avvia sul dischetto. Mi conosci bene, abbiamo giocato più volte, ma oggi ho in serbo una novità, ti gioco 1. g4. Non te l'ho mai giocata, ma l'ho studiata un po' e l'effetto sorpresa è importante. Maledizione, senza accorgermi l'ho guardato, il pedone g. Non so se mi hai visto, allora mi metto a guardare intensamente il pedone b. E poi il cavallo in c3. Il fattore sorpresa è tutto.

Quello di fianco a me ha il cellulare acceso, non lo so se dopo lo spegne. Spero di sì. Ma se non lo facesse? Capita poi che suona e arrivano gli arbitri e magari questo qui è capace di dare la colpa a me. E se gli vibra? Sei lì che pensi e senti questa vibrazione, che passa per la gamba del tavolo; ma chi cavolo gli telefona poi a questo? Ha una faccia che solo a vederlo ti viene voglia di prenderlo a sberle. Secondo me ha comprato il cellulare nella vaga speranza che qualcuno lo chiamasse, ma non succede. Neanche sua mamma, probabilmente, lo chiama. O forse lo chiama e piange. Non riesce a parlare, si vergogna.

Uffa, la gamba del tavolo. Insomma, non sarò in prima scacchiera, ma un tavolo per uno era chiedere troppo? Perché così, stipati come le galline, a qualcuno la gamba del tavolo gli capita. E non è mica un piacere. Dove le metto le gambe? Questo poi è più che una gamba, è un cavalletto. Non c'è verso, dovrei giocare in ginocchio. E mica dieci minuti, tutto il pomeriggio. Ho deciso, gioco in piedi. È vietato giocare in piedi? Penso di no, ma non si sa mai. Meglio chiedere. Chiedo, l'arbitro mi dice te lo sconsiglio. Io - non ho chiesto un consiglio voglio sapere se si può o se non si può - e lui no, non si può. Mah, mi piacerebbe vedere se c'è scritto sul regolamento o se l'è inventato. Vabbè dai, gambe sotto al sedere, anche se poi mi vengono i crampetti, e me li devo fare passare. In silenzio.

Bello, è un torneo misto? Una ragazza, anche carina, a dire il vero. No, non è che basta che respirino. Questa è carina, coi capelli ricci, un po' scollata. Mi siedo e la saluto, le faccio anche un sorriso. Lei niente. Le chiedo che categoria sei. Unoenne risponde. Ah, bene. Niente sorriso. E da dove vieni? Niente. Mi avvicino per aiutarla a scrivere il mio nome sul formulario (ci sta mettendo una serie di strane lettere tipo tch) questa si ritrae, e quasi si mette a chiamare aiuto. Torno a sedermi. Le chiedo è il primo anno che vieni qui? Guarda che ho il fidanzato risponde.

Chi stai salutando? E cos'hai da guardare? Forza sbrighiamoci. Non si comincia più? TI FACCIO MALE TI FACCIO MALE. Muovi quello che vuoi, apri come ti pare, ti rovino, forza muovi, sbrigati, TI FACCIO MALE TI FACCIO MALE.

Paura, no, non d4 sennò mi fa la Grunfeld, la Grunfeld non la so, omadonna adesso comincia io non so cosa fare... e4? no, la siciliana, mi massacra. Cf3, sì Cf3, poi vediamo. E se mi fa f5? Oddio f5 non me la ricordo aspetta devo fare e4? F4, f4 gli gioco, che non se l'aspetta. E se fa e5? Cosa dice l'arbitro nooooo

IN MOTO L'OROLOGIO DEL BIANCO

Paura. Ci penso. Ho deciso.

»
Scrivi a kob