Monzascacchi - c/o Target Club Viale Valassina 86, Lissone email: scacchimonza@gmail.com
 

Insomma io qui non volevo neanche venirci. Dite quello che volete, ma santa pazienza, intanto mi perdo una settimana d'estate, che potrei andare in giro o in piscina o a prendere il sole e invece niente, qui, seduto per tutto il pomeriggio, beh, seduto si fa per dire, solo quello che prevede il regolamento, quando tocca a me, cercando anche di fare in modo che il tempo in cui tocca a me sia poco, per il resto invece in giro, ma sempre dentro qui, con la gente che gioca, le facce tirate, i commentini sussurrati quando incontri qualcuno fuori stai attento al punto c7, ah quella lì la so è teorica, fai prima donna e7 e dopo cavallo c6, non ti spaventare di d5, ma attento a c7, è la cosa che devi curare. Eppoi scrivere le mosse, che vanno scritte dopo, non prima, sennò non è mica chiaro cosa succede, forse potrebbe passare un tuo amico e vedere che hai scritto una mossa e farti una faccia con la bocca mezza aperta che vuol dire hai scritto e5 ma è sbagliata fai e6, che questo tuo amico deve davvero essere un demonio, a sapere tutte le varianti e a fare le facce di conseguenza, a mettere la testa in diagonale se devi muovere l'alfiere, a fare un saltino se invece è il cavallo, e a fare la differenza tra arrocco corto e arrocco lungo per non parlare della presa en passant e della sottopromozione. Ma fa niente, avete tanto insistito e alla fine eccomi qua, che sono seduto, già da un paio di minuti, nel solito modo, con le gambe sotto al sedere, che io chiamo modulo brute force, come facevo quando ero piccolino, e non arrivavo al tavolo per mangiare e allora la mia mamma mi ha insegnato che se facevo così arrivavo un po' più in alto ed ero anche più comodo. Due minuti che sono seduto e che penso che Bratto secondo me porta un po' sfiga, come quando ci venivo da piccolino, ma non da Milano, dall'altra parte, e stavo sempre male, perché era mezz'ora di strada, ma sulla Presolana, mica una montagnetta da niente, tutte curve, e dopo dieci minuti di curve dicevo scusa ti puoi fermare, provo a respirare un po' d'aria fresca ma niente, ogni volta, ogni volta stavo male, tanto che a un certo punto avevo anche una specie di malattia psicosomatica che bastava che uno dicesse Bratto e io già sentivo un po' di nausea, una di quelle cose tipo il cane di Pavlov, e per fortuna poi è passata, sono cresciuto si fa per dire e la macchina non mi da più fastidio, anche se di queste malattie psicosomatiche ce ne ho ancora una anche se sarebbe una storia un po' lunga e difficile da raccontare, che mi basta che uno dica 'organico funzionale' e a me viene una fitta alla spalla destra, alla cuffia dei rotatori per dirla tutta, cosa che non è che sia particolarmente gradevole e può anche causarti dei guai perché magari tu sei lì che stai giocando e magari vuoi fare donna per d8 e passa uno di fianco al tavolo e nella conversazione dice 'organico funzionale' che è una di quelle cose che si dicono quando si conversa amabilmente con gli amici, di fianco a un tavolo in cui si gioca a scacchi e tu lo senti e ti arriva la fitta e la donna invece di finire in d8 finisce in d7 e allora il tuo avversario ti guarda e sembra che ti vuole dire quanto sono contento di giocare contro di te, mi sei davvero simpatico, e tu non riesci nemmeno a fare in tempo a contare in quanti modi diversi può mangiartela che già la tua donna la vedi lì di fianco alla scacchiera, maledetta cuffia dei rotatori che ti fa venire il braccino e d'altra parte non puoi neanche andare dal medico o non lo so dal farmacista e sperare che questo, con l'aria del Gm che ti spiega un finale elementare ti dica ah sì, è facile, è una malattia che conosco bene, prenda queste due pilloline, quella verde per organico, quella bianca per funzionale, prima e dopo i pasti, mi raccomando le prenda in quest'ordine se no non hanno effetto, ci sarebbero anche in supposte, no va bene così, grazie arrivederci e via che faccio donna d8 come vuole la teoria. No, non funziona così, allora te la tieni e speri che quelle due parolette lì non le dicano o almeno non di fianco alla tua scacchiera, o ancora almeno non quando stai giocando donna d8. Ma tornando a noi sono qui che gioco e sto giocando una est indiana e io ho il bianco e il mio avversario non lo conosco e boh, adesso vediamo ha fatto una faccia un po' strana quando ho giocato cavallo e2 e adesso pensa, e mentre lui pensa, e miracolo dei miracoli io sono seduto, sento una vibrazione, un tremore, che sale dalle gambe, e penso che sia una scossa elettrica, un terremoto, la metropolitana, un aereo supersonico, in quest'ordine e poi invece mi viene in mente che possa essere una nuova malattia che chissà da dove viene, adesso uno mi gioca l'est indiana e a me viene questo tremore, che chissà se ci sono le pilloline anche qui una verde per est l'altra bianca per indiana, funziona così, però il tremore continua e finalmente mi viene in mente che in tasca ho il cellulare e non l'ho spento, ma ho solo messo il silenziatore, manco fossi un killer, e quello, il tremore è un messaggio arrivato. Allora mi alzo, con una certa fatica, faccio spostare metà dei giocatori in sala, chiedendo scusa, ma in silenzio e vado fuori e guardo il messaggio, che è di Francesca, che non è venuta, ma mi scrive come va? e io allora, da buon maritino penso subito a spiegarglielo, e scrivo mah, abbastanza bene, sto giocando una est indiana e tocca a lui adesso deve decidere se fare c5 o e5 e io preferirei e5, ma anche c5 va bene, adesso vediamo. Peccato che per scrivere questo messaggio ci metto tre quarti d'ora e nel frattempo lui l'avrà già deciso se giocare e5 o c5 e io mi sento tanto inferiore rispetto a quel ragazzo nella mia scuola che un messaggino così lo saprebbe scrivere in due minuti, mettendoci anche le due faccine, una per c5 una per e5, ed è riuscito anche a scrivere un messaggio alla fidanzata mentre lo interrogavano, e l'interrogazione è andata pure bene, e lui manco aveva studiato, insomma un mito, che qualcuno proponeva una statua equestre, nell'atrio della scuola, e quando gli ho chiesto se mi dava ripetizioni mi ha guardato un po' così dicendomi ma lei è laureato o cosa? che secondo lui se uno si laurea e non sa fare queste cose allora che cavolo di laurea si è preso, e magari non è nemmeno in grado di cambiare la marmitta a un motorino, che una cosa così ti fa precipitare di colpo dalla categoria degli adulti, magari rompicoglioni ma da rispettare a quella dei subumani che se gli passi vicino ti sposti perché portano sfiga. Sta di fatto che poi le ripetizioni non me le ha date e io il mio messaggio lo scrivo in un bel tre quarti d'ora e alla fine lo mando che poi lo so che Francesca questi messaggi li conserva, perché dice sai adesso siamo giovani e andiamo anche d'accordo e non abbiamo neanche figli ma se un giorno li avessimo e dopo lo sai com'è si litiga e si finisce in tribunale io questi messaggini me li conservo, così la tutela dei figli te la scordi, qualsiasi giudice sarebbe a mio favore, non si sa mai, la mia mamma me lo diceva di non fidarmi degli scacchisti e io mi chiedo come mai le donne sono così previdenti e guardano sempre qualche mossa avanti e dopo a scacchi di solito non hanno voglia di giocare. Beh insomma già che sono qui e sono fuori dalla sala di gioco ne approfitto e decido anche di fumarmi una sigaretta insomma ho già giocato un bel cinque mosse e me la merito, allora usciamo proprio va che se dio vuole è estate maledetto Sirchia, tutto l'inverno a fumare sul balconcino del circolo, a guardare il Lambro inquinato, con un freddo da paura che quando poi rientri in sala ci passi una buona mezz'ora a chiederti dove ti devi sedere, cosa ci fai qui come ti chiami, in quest'ordine e adesso invece no, è estate ed uscire a fumare ti fa anche quasi piacere e magari c'è anche un po' di fresco e ringraziando il cielo adesso il ministro Sirchia non fa più il ministro altrimenti era capace che ti faceva la nuova legge, che d'estate è diverso e chi fuma sta dentro, al caldo, e non può uscire e sono fatti suoi, per fortuna, per fortuna, invece zitti zitti si può uscire e chi non fuma sta lui dentro e si becca il caldo e insomma un po' di giustizia santo cielo. Peccato solo che adesso stia venendo giù un diluvio, maledizione, sono già due ore che sono qui, e non ti accorgi di niente come quando lavoravo in uno di quegli uffici moderni, aria condizionata, niente finestre, una tragedia e io soffro anche un po' di claustrofobia e non ti accorgevi di niente, se pioveva c'era il sole o per dire nevicava, che d'estate è strano, ma da queste parti non si sa mai, e allora è anche per questo che un giorno ho deciso e ho detto basta me ne vado, vado a fare un altro mestiere, insegno, che almeno vedo fuori, e il tizio da cui sono andato per dirglielo, si chiamava Luminari, mi sembra mi ha detto vedrà che un giorno se ne pentirà, boh, chi lo sa, intanto io vedo quando c'è il sole quando piove e anche quando nevica che tutti escono e tornano bagnati fradici, ma felici ha visto prof c'è la neve, che c'hanno vent'anni e ancora vedono la neve e tornano bambini santa pazienza. Beh insomma piove e non è così bello uscire per fumare, e allora via, una botta di gioventù mi chiudo in bagno a fumare, bello chiuso dentro che nessuno mi vede, come si faceva a scuola, e come ho fatto anche un po' di volte e anche a militare, che era tradizione, appena finito il contrappello, ci si trovava, e si andava in bagno, si dava al piantone (perché a militare ogni bagno è necessariamente piantonato) dei nomi di fantasia, tipo Francesco Cossiga o Un Settimo, e si stava lì, a fumare, tranquilli e alla fine si buttava la cicca dalla finestra che una volta abbiamo pure beccato in testa un colonnello che passava e siamo scappati e per fortuna questo è ancora lì che cerca questo benedetto soldato semplice Un Settimo altrimenti se mi beccavano ero ancora lì a scontare giorni di punizione, altro che torneo di Bratto. Insomma mi chiudo nel bagno e fumo e faccio un po' di giochi col fumo bestiale, c'è la finestrella e si butta il fumo fuori e ti rientra dentro, chissà per quale legge fisica, non lo so, divertente, e fuori diluvia, come spesso capita d'estate, che nel giro di due minuti viene giù di tutto e dieci minuti dopo c'è il sole che tu sei uscito, c'hai l'ombrello, le scarpe pesanti e ti senti un cretino e però ora che torni a casa e ti cambi e piove di nuovo, non si finisce più. Insomma alla fine, butto la sigaretta nel water (che non si sa mai, potrebbe passare il famoso colonnello e poi si mette a fare i controlli incrociati e mi becca) e tiro l'acqua. Peccato, l'acqua non scende, mamma mia io l'avevo detto che Bratto porta sfiga e allora dò uno scrollone forte alla cordicella e l'acqua scende e insieme scende anche un affare un robo, una specie di telefonino, che però è spento e io dico ah, ho capito, qualche fessacchiotto era venuto qui nel bagno a fare i bisognini, aveva lasciato il cellulare sulla vaschetta e poi se l'è dimenticato ed ecco perchè l'acqua non veniva perché il cellulare si era come incastrato, e vabbè adesso lo porto al tavolo della giuria così lo restituiamo. Esco dal bagno che ho in mano le sigarette e il cellulare e chiudo subito la porta, che non deve uscire la puzza di fumo, e appena mi giro chi ti vedo? Mascheroni che anche lui deve fare i suoi bisognini, mica che siccome sei arbitro sei esonerato, e per fortuna sono riuscito a chiudere subito la porta, e nel giro di un secondo riesco anche a nascondere le sigarette, ma lui mi guarda si accorge che ho un fare un po' losco, mi osserva meglio e subito si mette a gridare HAI UN PALMARE HAI UN PALMARE e io dico io? no, non so neanche cosa sia un palmare ma lui continua HAI UN PALMARE e allora a me viene in mente e dico ommadonna quest'affare qua è un palmare e penso e ci posso vedere le partite e come si accende e vorrei quasi chiederglielo come si accende, ma lui continua a gridare e vabbè insomma sono fuori dal torneo che non faccio neanche in tempo a vedere se alla fine il mio avversario ha giocato e5 o c5 e che adesso sai che palle, un nuovo caso Scarenzio e poi torni a casa e ti chiedono ma come è andato il torneo e tu cosa gli dici? niente, non l'ho fatto, insomma io l'avevo detto che non volevo venirci e che questo posto portava sfiga e adesso mi tocca uscire e tutti mi guardano con quest'aria tipo ha un palmare ha un palmare c'ha su Fritz ecco perché e insomma sono lì che mi muovo per la sala e vado a raccogliere le mie robe quando arriva Valentina, che non si chiama mica Francesca mia moglie e mi sveglia e mi dice che è già mezzogiorno e che tutta notte mi sono agitato e cos'è che sognavi che dicevi fritz mi fa schifo, e insomma alla fine era tutto un sogno ed effettivamente questo raccontino lo dovevo intitolare così, sogno di una notte di mezza estate.

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