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Il maresciallo Bernardi - tre mesi alla pensione, dieci minuti alla fine del turno - sbuffa, si toglie il cappello, passa un fazzoletto sulla testa, asciugandosi il sudore; poi, ancora sbuffando, apre la porta della sala degli interrogatori, fa un cenno all'appuntato Capuozzo per il verbale e, infine, fa accomodare il sospettato.
'Dunque: Giovanni Seriani, nato a Milano il 12/7/1972, leggo qui che lei è uno scacchista, un seconda nazionale...'
'Non mi chiami seconda nazionale.
Seconda nazionale vuol dire uno che ci ha provato e non c'è riuscito, vuol dire uno che i maestri passano di fianco alla tua scacchiera, se per caso la tua scacchiera è vicina ai bagni, ti buttano un'occhiata veloce, e poi, se va bene, scuotono il capo.
Vuol dire sedersi sempre nelle ultime file, nelle scacchiere dove il torneo non si gioca, e vedere ragazzini che hanno imparato da pochi mesi che ti passano davanti, e scuotono il capo anche loro.
Non mi chiami seconda nazionale, mi chiami giocatore di scacchi, giocatore e basta. Fino a ieri forse lo avrei sopportato, oggi no. Oggi certo dueenne non lo sono più...'.
Il maresciallo lancia uno sguardo stranito a Capuozzo, che, a fatica, ha cercato di verbalizzare lo sfogo del Seriani, senza per la verità capirci molto. Nemmeno Bernardi ci ha capito molto, ma il suo istinto di vecchio carabiniere gli dice che le cose si stanno mettendo per il verso giusto, che il sospettato ha voglia di parlare, che presto si riuscirà a venire a capo alla vicenda, e anche che questa sera, a casa, per cena, non riuscirà a tornare.
'Bene, oggi pomeriggio, la partita, mi spieghi cosa è successo...'
lo dice così, come fossero lui, Seriani e Capuozzo, seduti davanti a un caminetto, di sera, a parlare delle cose della giornata appena trascorsa. Sa che Seriani ha voglia di parlare, sa che parlerà, e sa che il suo racconto sarà come un fiume in piena, come una diga che si apre, e che lui dovrà solo aspettare, mettere gli argini quando serve, e arrivare al punto...
'Questo pomeriggio ho giocato' riprende, nervoso, Seriani 'penultimo turno del solito torneo, senza infamia e senza lode. Ero venuto qui con la speranza di vincerlo, di farmi valere. Dopotutto nel mio circolo sono rispettato, ci sono candidati e anche maestri che ho battuto e che mi hanno detto che qui avrei fatto la mia bella figura.
E invece niente, vinco la prima, sembra filare tutto liscio, ma poi, già alla seconda, arrivo in mediogioco, e non ci capisco niente, mi innervosisco, penso che il mio avversario sia un totale incapace, che dovrei batterlo in poche mosse e invece...
invece non trovo il modo e lui, senza mai fare niente, mai solo una mossa degna di questo nome, sta lì, sta fermo, praticamente non gioca, ma impedisce di giocare anche a me...
Allora decido di sacrificare, non credo in maniera corretta, ma si sa, spesso, un sacrificio è anche un rischio, e rischiando tante volte si ha ragione...
Invece no, lui il sacrificio lo accetta - ha un lampo negli occhi, l'unico lampo di quegli occhi spenti, quando mi mangia la torre - e si richiude, di nuovo in difesa, alla disperata. Beh, la faccio breve, niente da fare, perdo la partita. Torno in albergo e sono arrabbiatissimo, non riesco a mangiare, non dormo, e l'indomani va pure peggio, continuo a pensare a quel cavolo di sacrificio e a quanto sono stato stupido, alla partita che sto giocando non ci penso neanche. Il mio avversario invece sì e insomma, ha già capito come va a finire...

In totale 1 su 3, torneo buttato via.
Ancora una volta.

Incredibilmente però, questa seconda sconfitta mi fa bene. Comincio a rilassarmi, dico vabbè fa niente, sarà per un'altra volta, e riesco anche a dormire una notte intera. Sarà per quello, sarà che mi capita di incontrare un ragazzino, ancora più emozionato e deluso di me, sta di fatto che vinco, il ragazzino fa una svista da paura, perde la donna e abbandona quasi subito. Nei giorni seguenti pareggio due partite, e in totale arrivo a tre su sei, che è decisamente una schifezza in un torneo così, ma insomma, ormai mi importa poco.

Arriviamo così a oggi pomeriggio. Settimo turno. Il mio avversario è ancora una volta un ragazzino, uno di quelli che sono nati e hanno preso in mano Fritz, che appena hanno cominciato a sillabare gli hanno regalato un cellulare, di quelli che credono di essere la nuova promessa dello scacchismo mondiale ma che in realtà, appena finite le prime dieci mosse, che sanno a memoria per averle studiate sull'ultimo Informatore o scaricate col loro Chessbase craccato, finite quelle mosse lì non ci capiscono più niente. Bene, penso, batto lui, vinco la prossima e finisco a cinque punti, neanche malissimo, magari guadagno anche qualcosina di Elo, che ormai è la cosa che conta.'
Il maresciallo Bernardi e l'appuntato Capuozzo confermano, con lo sguardo, l'Elo è davvero importante...
'Il bambino gioca bene l'apertura, come è ovvio, non cade nella trappola che cerco di tendergli, evidentemente la sa, l'ha studiata, maledetto Chessbase, e sì che io me l'ero preparata in una settimana, lì da solo a guardare la scacchiera, per tutto il mese di Luglio con l'idea di fare un lavoro che mi avrebbe fruttato dei punti pesanti, e invece no, lui già la conosce, e magari, me lo dirà alla fine della partita, nell'analisi post-mortem...'
'Post mortem?' interrompe Capuozzo, anche perché il latino lo stupisce sempre
'...si chiama post-mortem l'analisi che i due giocatori fanno, insieme, alla fine della partita, non lo so perché si chiami così, non so neanche se tutti le diano questo nome, ma questo è il nome che io ho sentito sempre e anche a me piace...
Insomma dicevo nel post-mortem, nell'analisi dopo partita questo sicuramente mi dice sì, guarda, questa variante l'hanno giocata due Gm turco ciprioti, la trovi su questo sito, con un'analisi di quel famoso Gm austro boemo e insomma, pazienza, l'analisi del dopopartita ho già deciso che non la faccio, che comunque vada, gli dico che ho fretta e me ne vado via, e quasi non gli stringo neanche la mano...
'Ehm... tornando alla partita?'
'Sì, dicevo, il ragazzino non cade nella trappola, esce dall'apertura e sta meglio, ma molto meglio, che i miei pezzi sembra che debbano tutti ritornare nella casa di partenza per poi ripartire da zero, mentre i suoi sono lì, nel bel mezzo della scacchiera, che minacciano di tutto, sul mio arrocco che già si è indebolito... Comincio anzi a vedere un sacco di mosse buone per lui e niente per me. Fortunatamente, lo sapevo, le prime mosse sono finite e con esse anche la parte che lui sapeva a memoria, adesso è lui che deve creare qualcosa e, come immaginavo, comincia a sprecare; comincio a intravedere qualcosa, uno spiraglio di gioco e a un certo punto, prendo il coraggio a due mani e sacrifico la qualità per un pedone. Lui accetta, con la mano che trema, spreca molto tempo, ha paura; il sacrificio ha funzionato penso. Ma non cede, ha la qualità in più e cerca di portarsela fino in fondo, di arrivare al finale, a un finale torre contro alfiere e magari di vincerlo. Io però ho anche due pedoni, e lui uno solo e cerco di spingerli, di mandarli a donna, e lui si perde un po', non sa bene come fermarli, e magari come fare a spingere il suo...'
'Dunque Seriani, ricapitoliamo, lei ha la quantità in meno, ma due pedoni in più che vanno a donna?' interviene il Bernardi, nel tentativo di mettere a suo agio il testimone. L'intenzione è quella di fargli capire che sta seguendo il racconto, lui che a scacchi ha giocato sì e no tre volte e tutte e tre le volte aprendo con il cosiddetto passetto di Napoleone, muovendo cioè due pedoni di un passo, e che comunque tutte le volte ha perso, decidendo infine di dedicarsi nel tempo libero, a giochi più semplici, come la scopa d'assi, che spesso, nelle fredde sere invernali, pratica nell'unico bar aperto, di fronte a un bicchiere di rosso. Non si accorge, non può accorgersi, di avere, con la sua imprecisione, irritato il Seriani.
'Insomma maresciallo, capiamoci: arriviamo così, io, bianco, ho un pedone in a7, uno in h6, il re in e6 e l'alfiere in f1. Lui, il nero, il re in b7 la torre in a1 e un pedone in g4. Tocca a me. Mi capisce adesso? Capisce qualcosa di scacchi?'
Bernardi e Capuozzo si scambiano un'occhiata, un misto tra lo stupito e il sospettoso. Nessuno dei due aveva mai immaginato che ci si potesse ricordare così, senza avere una scacchiera davanti, di una posizione, per quanto una posizione giocata da poche ore.
'Tocca a me dicevo, e ho mezz'ora sull'orologio. Comincio a pensare, capisco che è la mossa decisiva, lui sta per mangiare il mio pedone a7 e anche il mio alfiere.
Però, se spingo in h7 è fatta... non può fermarlo, vado a donna. A posto, fatta, il mio alfiere in f1 impedisce alla sua torre di intervenire.
h7 scrivo, e poi, come faccio sempre, stacco la penna e riguardo, cosa può fare lui? Mah, non scacco in a6, per l'alfiere, direi Te1 scacco ma poi io vado via col Re e sono a posto... Via col Re? O cavolo... in e7, per forza, e lui mi dà scacco di nuovo, in e1, e io devo tornare indietro... patta, perpetuo... niente da fare, patta, con 'sto ragazzino, che non capisce niente. Cancello la mossa, pensa, pensa, magari c'è qualcosa... alfiere in g2 bella, no no no mi mangia in a7 e se spingo mi dà scacco in a6 e poi va in h6 con la torre... il tempo scorre, ma non importa, sono veloce, devo vedere, la patta ce l'ho, vediamo...

E a un certo punto, dopo un quarto d'ora che sono lì, un'idea comincia a venirmi. Spingo il pedone a e vado a donna. Mangia col re e il mio re un po' di spazio per scappare dagli scacchi ce l'ha... Ma basta? Non lo so, scacco in e1 io vado in d7 e lui continua, va in d1 e io in c7, allora lui scacco in c1... PARO!!! Paro d'alfiere lo scacco in c1, faccio alfiere c4!! Se mangia sposto il re e vado a donna, c'è l'interferenza!! Bestiale!! Capisce maresciallo? Bellissimo, il tema dell'interferenza, in una partita, in un torneo!! Troppo bello, mi tremano le mani... Analizzo l'ultima cosa, ma va bene, se su Ac4 mi gioca Th1, per fermare il pedone gli gioco alfiere d5 scacco, gli mangio la torre fine partita!!

BELLO!! Non ci posso credere... Dove sono i maestri? Non ce n'è uno che passa di qui, che guarda la partita? Vediamo se la vede... Questa me la mettono sul bollettino del torneo, la consegno per il concorso, vince il premio come migliore partita!! È la più bella cosa che mi sia capitata... venite a vedere!! Sono in piena estasi agonistica, sono talmente gasato che quasi non mi accorgo che sta per finire il mio tempo.
L'orologio segna meno di un minuto, lo scopro per un'occhiata fulminea del ragazzino, che fa finta di guardare la posizione, - ma cosa vuoi che ci capisca? - ma in realtà guarda solo l'orologio... muovo allora, a8 donna.
L'incremento di trenta secondi mi rassicura, le prossime mosse sono tutte immediate, senza praticamente varianti, le posso giocare lampo, immagazzinando parecchio tempo. Ormai devo solo concentrarmi sul finale donna contro torre, ma già immagino la faccia del ragazzino su Ac4, psicologicamente un pugno da ko... magari abbandona subito...
Mi alzo, purtroppo non c'è nessuno attorno alla scacchiera, nessuno che veda... ma non importa, la pubblico, vinco il premio di bellezza, ho tempo di andare a fumare... Mi sono appena alzato e il ragazzino tenta di approfittarne, di speculare sul tempo, appena non mi vede più muove, e schiaccia, non si rende conto che io sono dietro di lui...

Mi precipito... guardo... non ci posso credere... non... di torre... non ci posso... mangia di torre... mangia... non capisce niente... di torre... alfiere g2 scacco... ha perso... la faccio subito, faccio schioccare il pezzo sulla scacchiera, lo guardo con aria di disprezzo, impara a giocare... non capisci niente... mi rovini... la mia combinazione... l'interferenza...torre per a8... un incapace... la combinazione, l'interferenza... il bollettino, il premio di bellezza...

Il maresciallo Bernardi, tolto il cappello dalla testa, si asciuga il sudore con un fazzoletto. Cerca di non mostrare la sua soddisfazione. Poi, con tutta la calma del mondo pone al sospettato la domanda che da un'ora teneva in serbo:
'È allora che ha deciso di ucciderlo?'


jk
kindofbluetooth, on the beach

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