Monzascacchi - c/o Target Club Viale Valassina 86, Lissone email: scacchimonza@gmail.com
 
Ambientazione: estate 1974, appena finita la scuola, due quattordicenni passano pomeriggi a giocare una quantità enorme di partite.
Sono molto, molto meno che principianti: sino a pochi mesi prima l'unico cibo per la loro smodata fame scacchistica era rappresentato dalle 21 partite del match Spassky-Fischer che qualche giornale aveva pubblicato.
Ma su uno scaffale della biblioteca dove ero andato per fare la ricerca per l'esame di terza media avevo - incredibile! - scoperto che esistevano libri di scacchi.
I libri erano solo due, non erano in prestito ed avevo quindi copiato a mano il maggior numero possibile di partite.
Su uno di loro c'era scritto che la variante Traxler della due Cavalli era l'apertura più violenta e complessa che esisteva.
Ovvio che i due ci si buttano a capofitto:

1. e4 e5 2. Cf3 Cc6 3. Ac4 Cf6 4. Cg5 Ac5 5. Cxf7


Ecco il punto: il sacrificio in f7 operato dal NERO! ecco quell'apice del gioco alla Carlona sul quale le menti migliori del circolo si stavano interrogando. Se ricordiamo che la sua possibilità era negata dai teorici della scuola aC scettica ed invece affermata dagli esponenti della corrente aC stupefatta, questa partita rappresenta una prova sperimentale probabilmente decisiva a favore della validità della stupefacenza

5. ... Axf2+
Decisamente più tradizionale è il sacrificio del Nero in f2, che risulta estesamente trattato già dai codici aC di epoca ellenistica. Ma la contemporaneità al quinto tratto di due sacrifici del nero nelle case magiche f7 ed f2 porta a risvolti numerologici che non sono in grado di analizzare, che sono sicuramente all'origine dello scatenamento di forze aC al quale stiamo per assistere.

6. Rxf2 Cxe4+ 7. Rf1

un notevole principio del gioco aC è che il difendente - dovendo scegliere tra varie case ove posizionare il proprio Re dopo uno scacco - opti per la peggiore

7...0-0

la mossa è uno smagliante esempio di gioco alla Carlona: non solo il nero lascia la propria Donna in una casa attaccata ma, per creare un effetto estetico, prepara il proprio Re a subire uno scacco di scoperta

8. Rg1

le cronache riportano che - in una successiva partita giocata nel corso dello stesso pomeriggio e tra gli stessi avversari - il Bianco abbia tradito il ruolo assegnato dalla teoria aC al difendente, giocando a questo punto l'offensivamente corretta 8. Df3. Al che il Nero - indignato per lo scarso rispetto tributato alla Dea più ancora che per il fatto di trovarsi in posizione perduta all' ottava mossa - dopo alcuni minuti di riflessione, con solenne disgusto abbandonò.

Dh4 9. Cg5+

ma, in questa partita, il Bianco non aveva ancora consumato il tradimento: fedele al ruolo assegnato dalla Dea al difendente, egli gioca stabilmente le peggiori

Rh8

in caso di 10. Cf7+, il Nero naturalmente aveva preparato il suo SECONDO sacrificio in f7 con l'astuta e difficile combinazione 10...Txf7 11. Axf7 Df2 matto

10. Cxe4 Dxe4 11. c3

anche in questo caso, il Bianco sceglie di parare il matto in d4 impiegando la peggiore tra le possibilità a sua disposizione. Il suo atteggiamento in questa partita è davvero degno di lode

Cd4!!

come lo è quello del Nero: si è mai visto un giocatore alla Carlona degradarsi a mosse tipo 11. ...Dxc4 ? No! giammai catturare un pezzo in presa, ed anzi reagire all'affronto mettendone subito in presa uno proprio! In questo caso con la sottile idea di interferire con lo sviluppo naturale dell'avversario: se ora 12. d3 seguirebbe 12. ..Ce2+

12. b3
d5 13. Af1 Cc2

non certo con l'idea peregrina di mirare alla Torre a1, bensì con quella di impedire alla Donna bianca l'accesso alla casa e1 da cui potrebbe in futuro difendere da matti minacciati in f2. Ricordo che il dominio sulle case f7 ed f2 è - in base al terzo teorema aC - di per sé sufficiente ad assicurare la vittoria

14. Aa3
Ag4 15. Dc1 Df4 16. Axf8 Txf8 17. h3 Df2+ 18. Rh2



a questo punto il giovane adepto alla guida dei neri si sente abbastanza svuotato dal caldo, dai pezzi scagliati, dal tributo già pagato all'esigente Dea, e non sa che fare. Quando improvvisamente vede 19...g5 è come se sentisse le trombe celesti e con gioia indicibile scaglia gli ultimi pezzi:

18. ... Tf3 19. hxg4 g5!!



20. Dxc2
Th3+ 21. Rxh3 Dh4#





(a parte gli scherzi, ricordo la meraviglia assoluta di quando ho visto comparire 19. ...g7-g5: che il pedone g7 - che fino ad allora non era proprio esistito, non era compreso nell'orizzonte, non c'era - che il Pg7 potesse c'entrare qualcosa col dare matto al Re Bianco che stava dall'altra parte del mondo.... Beh, chiaro che adesso ci sembra banale, ma allora quel 19....g7-g5 mi ha fatto pensare sì, davvero, gli scacchi sono un gioco bellissimo).



Questo raccontino autobiografico è dedicato al Grande Maestro Renato Manca. (Ed anche all'amico Silvio che non gioca più a scacchi, che non vedo da lustri, ma che se gli capita di entrare nel sito e legge 'sta roba sappia che lo saluto con vero affetto)

Marco Franza
Monza, Maggio 2006
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