Monzascacchi - c/o Target Club Viale Valassina 86, Lissone email: scacchimonza@gmail.com
 

Con un po' di ritardo...


Il 7 Novembre 2005 ricorreva il 20-esimo anniversario della 24a partita del match Kasparov-Karpov di Mosca 1985, il giorno in cui Garry Kimovich divenne campione del mondo e cambiò la storia degli scacchi. La ricorrenza è passata abbastanza inosservata. Personalmente ho trovato solo un breve articolo nel blog di Michael Greengard (Mig), Daily Dirt su ChessNinja.com; un ancor più breve articolo nel sito in tedesco di Chessbase, e un interessante commento alla partita su Chesspro.ru da parte del GM Sergey Shipov, purtroppo in russo. Il mio ricordo di quella partita è legato alle magnifiche serate che erano organizzate dalla Società Scacchistica Milanese, con il commento del maestro Lanzani, nella vecchia sede di via dei Piatti; per la cronaca, i locali sono ancora vuoti, 15 anni dopo il trasloco... che spreco! All'epoca non c'era Internet e non si era ancora pensato di utilizzare Televideo, come sarebbe accaduto due anni dopo nella altrettanto storica 24a partita del match di Siviglia. Ma quella è un'altra storia. Le mosse arrivavano via telefono, credo da un imprecisata fonte al Corriere della Sera. Erano gruppi di 5, 6, a volte 10 mosse. Lanzani si chiudeva nella segreteria, le trascriveva su un formulario, poi si spostava in una saletta attigua dove analizzava brevemente; qualche volta tornava al telefono della segreteria per chiarire se era la Torre di Re o quella di Donna ad essere andata in d1; infine tornava nella sala principale e illustrava la partita sulla scacchiera magnetica murale. In alcune occasioni i commenti vennero affidati ad altri giocatori che non erano il maestro Lanzani. Costoro non me ne vogliano, ma non c'era proprio paragone. Lanzani riusciva a fare un commento al tempo stesso di alto livello ma comprensibile a tutti, sapeva quando interrompere un'analisi perchè si era andati troppo lontano, sapeva come far notare con gentilezza che la mossa proposta da qualche entusiasta in fondo alla sala perdeva semplicemente la Donna. Il giorno dopo le mosse erano riportate su molti quotidiani, sicuramente il Corriere ma anche Il Giorno, spesso con brevi commenti e (addirittura!) con qualche fotografia; dovrei ancora avere dei ritagli da qualche parte. Tuttavia, molti non resistevano all'emozione di seguire gli avvenimenti nell'unico modo che si potesse allora definire "in diretta", oltre che gustare il piacere di passare una serata tra amici. Forse sto diventando vecchio, ma mi divertivo molto di più allora che oggi a seguire le partite su ICC. La sera della 24a partita la sede della Scacchistica Milanese era piena, con un numero di persone doppio rispetto al solito. La sala poteva comodamente accogliere tornei con oltre 100 partecipanti; i tavoli, con le scacchiere intarsiate dentro (!), erano tutti occupati e molte persone assistevano in piedi. Alla Milanese i tavoli erano sempre pronti con i pezzi sopra, ma raramente un set era completo e omogeneo; la cosa più comune era avere cavalli con un muso differente talvolta mozzato, pedoni di altezze diseguali, regine dal colore incerto tra il giallo scuro ed il marrone chiaro, mancava sempre una torre, il più delle volte a causa di una frenetica promozione a pezzo rovesciato avvenuta nella scacchiera accanto durante una furiosa lampo. Prevedendo un simile affollamento, ero arrivato con un discreto anticipo e avevo scelto un tavolo con una buona posizione mettendo insieme, con cambi dalle altre scacchiere, un set di pezzi accettabile. Avendo capito l'importanza dell'occasione, il maestro Lanzani aveva deciso di non privarsi e privarci dell'emozione della suspence. Non mi ricordo con quale meccanismo, ma le mosse gli venivano comunicate una ad una. Lui tifava Karpov, io e la maggioranza dei presenti, tifavamo Kasparov. Ricordo la preoccupazione con la quale Lanzani accolse la spinta in g4 del Bianco, riconoscendo in quella mossa una sorta di disperazione (oggi Shipov gli assegna però un bel punto esclamativo). Il suo pessimismo crebbe decisamente quando Karpov portò la sua torre di Donna sul lato di Re, non riuscendo però a trovarvi una funzione e una collocazione stabile, fino a sistemarla in una posizione inferiore pur di evitare la patta per ripetizione di posizione. Ad un certo punto, quando ormai Kasparov aveva preso il sopravvento e solo un errore clamoroso avrebbe potuto bloccarlo, in commento ad una mossa di Karpov, Lanzani esclamò: "No....! Così si perde un pezzo...!". Nè io nè quasi tutti gli altri presenti avevamo la più pallida idea di cosa stesse dicendo, la scacchiera ci appariva un caotico mare in tempesta. Ma mai come allora, il significato della parola "Maestro" fu più appropriato e meritato, in quanto Lanzani, pur in preda allo sconforto nel vedere il proprio beniamino sconfitto, ci illustrò la strada e ci guidò per le ultime mosse di quell'epico incontro. Questo il mio ricordo di quella serata e di quella partita. Mi piacerebbe confrontarlo con quello di altri. Massimiliano Orsi

»
Scrivi a kob