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premessa

Da qualche tempo il circolo di Monza é diventato, a mio modesto avviso, oltre che un posto dove si gioca a scacchi, anche un posto nel quale ci si diverte, si scherza, ci si ritrova…
Io sono molto contento di ciò …
Per ciò che mi riguarda si tratta sempre e solo di scherzi e di niente assolutamente di personale…
Uno degli scopi della ’striscia’ quotidiana delle ultime notizie é quello di riportare un po’ il clima che si vive al circolo al giovedì o nelle mail infrasettimanali…
Siccome però scrivere una cosa é diverso rispetto a dirla e siccome ci sono giorni, come magari oggi, nei quali, per motivi di lavoro, io sono un po’ più cattivo del solito, vorrei chiarire un paio di cosette:

1. se qualcuno, per qualunque motivo, si sente offeso da quello che scrivo, me lo dica, anche senza dovermi spiegare perché, io lo tolgo
2. se qualcuno ha voglia di scrivere notizie, anche riguardanti la mia persona, lo faccia pure
3. se a qualcuno, o a molti, questa novità non piace, me lo dica, che smetto…

bye, kob
14 aprile 2005

Succede così, che un giorno torni a casa e guardi il
sito, e ci manca qualcosa.
Manca quello che di solito trovi il giovedì, quello che
magari, tante sere, anche se sei stanco e c’hai le
scatole piene, e magari gioca pure il Milan, fa sì che ti
vesti, mangi, magari di fretta, e vai al circolino.
Manca qualche notizia, anche.
Ma soprattutto quell’idea, che ‘vai a scacchi’, come
diciamo tutti, e te ne stai lì, a volte giochi, a volte
fai tornei, a volte no, kibitzi, come si dice, in ogni
caso spari due stupidate - anche tre o quattro - bevi
qualcosa, magari la paghi anche, fumi un po’ e te ne
torni.
E la mattina dopo, quando alle seiequarantacinque suona
la sveglia dici ma chi me l’ha fatto fare.
E il giovedì dopo ritorni.
Sempre.
E allora inventi una roba che non c’è.
Due righe di html, un marquee, una striscia in movimento,
come su molti telegiornali.
Che poi, in realtà, lì, sulla home page, non la legge
nessuno.
Perché Esploder la fa andare troppo veloce, o troppo
lenta, non lo so, e allora ti rompe le scatole.
Era l’11 aprile del 2005.
Di strisce, da allora, ne sono arrivate tante.
Una al giorno, con brevi interruzioni, la pausa d’agosto,
gli scrutini, un viaggio a Vienna, le ultime due sparite
in un backup malaccorto.

Qualche volta penso di smettere.
Che ormai, del naso di Calcagno, delle partite di
Battistella, delle manie gastronomiche di Crippa, dei
problemi digestivi di Paulovich o delle innumerevoli
forme assunte dall’ingegno di Manca si è scritto mille
volte.
Poi penso che ci siano parecchi a cui fa piacere.
Penso che per molti sia un piccolo appuntamento
quotidiano. Molti che vengono, che frequentano.
E molti che non lo possono fare.
Come magari Bonanno, che sta in Inghilterra, e che credo
frequenti sempre queste pagine.
E che credo ne sia contento.
Perché è un po’ come restare qua.
Molti, leggendo queste righe, trovano conferma nella loro
idea, che noi insegnanti non facciamo un cavolo.
Che abbiamo pomeriggi liberi e la possibilità di fare
cose che a loro sono negate.
Può essere.
Molti si chiedono che voglia c’ho.
Chi me lo fa fare.
Perché qualche volta è un po’ dura tirar fuori quelle
cinque o sei scemenze quotidiane.
Qualche volta ci metto perfino un’ora.
Altre volte no, vien tutto facile e in dieci minuti è già
pronta.
In ogni caso a me serve.
Per pensare ad altro.
Dunque, fin che riesco, vado avanti.
Come al solito, come sempre, senza niente di personale.
Just kidding…

Monza, 17 settembre 2005
Mauro Cereda